La mostra, visitabile fino al 17 dicembre, esplora come le popolazioni aborigene delle Canarie gestivano e sfruttavano le risorse vegetali
Il Museo Archeologico di Fuerteventura ospiterà martedì 3 novembre, alle 19.00, l’inaugurazione della mostra itinerante ´Arqueología de las plantas: una mirada al registro arqueológico invisible´, un percorso che invita a scoprire come lo studio dei resti vegetali permetta di ricostruire il paesaggio e conoscere le forme di vita delle popolazioni aborigene dell’arcipelago. La mostra resterà aperta al pubblico fino al 17 dicembre 2026.
Attraverso 14 pannelli informativi, la mostra approfondisce le pratiche di gestione e sfruttamento dell’ambiente vegetale da parte delle comunità aborigene preeuropee delle Canarie. Lo studio di carboni, pollini, fitoliti, semi, frutti, oggetti in legno e fibre vegetali permette di capire come gli abitanti si adattarono all’ambiente insulare e contribuirono a trasformare il paesaggio nel corso del tempo.
A Fuerteventura, la ricerca archeobotanica ha rivelato la notevole presenza del bosco termofilo durante l’epoca aborigena, un paesaggio oggi gravemente degradato a causa dell’azione umana. La ricerca ha inoltre permesso di documentare testimonianze uniche di cesteria e cordame realizzati sull’isola, che costituiscono un esempio della conoscenza e dello sfruttamento delle risorse naturali da parte degli antichi abitanti.
Il percorso espositivo combina fotografie microscopiche di carboni e pollini, riproduzioni di tecniche di cesteria e cordame realizzate da artigiane canarie, e oggetti archeologici originali esposti in vetrina. Una proposta che avvicina il pubblico a un registro archeologico meno visibile, ma fondamentale per comprendere il rapporto storico tra le comunità umane e il loro ambiente vegetale.
Dibattito con specialisti dell’Università di La Laguna
L’inaugurazione includerà anche il dibattito ´La Arqueología de las plantas, ¿para qué?´, che darà il via a un ciclo di conferenze a cura di ricercatori del Laboratorio di Archeobotanica del Dipartimento di Geografia e Storia dell’Università di La Laguna (ULL).
Il programma vedrà la partecipazione del dottor Álvaro Castilla Beltrán, professore assistente, con l’intervento ´El escenario: clima y paisaje a través del polen y los fitolitos´; della dottoressa Paloma Vidal Matutano, professoressa a tempo indeterminato, che tratterà ´La recolección: bosques y matorrales a partir de los carbones y las maderas´; e della dottoressa María Herrero Otal, ricercatrice postdottorato, che presenterà ´La tecnología: tradición y conocimiento vegetal a través de las fibras vegetales´.
Questa iniziativa è finanziata dalla Fundación Española para la Ciencia y la Tecnología (FECYT) e dal Ministero della Scienza, dell’Innovazione e delle Università spagnolo, con il sostegno del Gobierno de Canarias e del Cabildo de Fuerteventura. Rientra inoltre nell’ambito de Las Semanas de la Ciencia y la Innovación en Canarias, promosse dalla Consejería de Universidades, Ciencia e Innovación y Cultura del Gobierno de Canarias, attraverso l’Agencia Canaria de Investigación, Innovación y Sociedad de la Información (ACIISI).












