Più di trenta persone hanno partecipato a una messa in scena che ha unito le parole del pregonero a musica, ballo, poesia e cultura popolare nell’apertura delle feste in onore di Nuestra Señora de La Peña
Fuerteventura ha vissuto giovedì il via ufficiale alle Feste in Onore di Nuestra Señora de La Peña con un pregón di Antonio Ravelo Umpiérrez che ha trasformato il palco della Vega de Río Palmas in un grande spazio d’incontro con la memoria, la musica, la tradizione e la cultura popolare.
Il residente della Vega de Río Palmas è stato accompagnato durante tutto il pregón da più di trenta persone, in un atto commovente, partecipativo e curato fin nei minimi dettagli. Una grande messa in scena, dinamica e piena di vita, in cui le parole del pregonero si sono intrecciate con esibizioni musicali, ballo, poesia, immagini di ieri e di oggi, ricostruzioni e diverse espressioni della cultura di Fuerteventura.
La presidente del Cabildo de Fuerteventura, Lola García, ha sottolineato durante l’evento che “La Peña è un momento d’incontro, in cui persone provenienti da ogni angolo dell’isola arrivano fino alla Vega de Río Palmas mosse dalle proprie promesse, dai propri ricordi e dai propri sentimenti”. García ha inoltre osservato che “ognuno ha la propria promessa personale, ma possiamo anche intenderla come una promessa collettiva: quella di non dimenticare chi siamo, di custodire le nostre tradizioni e il nostro patrimonio”.
“E di mantenere vive le nostre tradizioni sa molto il nostro pregonero di quest’anno, Antonio Ravelo, originario proprio di qui, della Vega de Río Palmas, che per tutta la vita è stato legato alla musica, al folclore, alla cultura e, soprattutto, alle persone della nostra isola”, ha aggiunto.
Il sindaco di Betancuria, Enrique Cerdeña, ha sottolineato l’importanza di “accogliere con ospitalità e gioia tutte le persone che in questi giorni compiono un pellegrinaggio fino a questo angolo del comune per condividere devozione, spiritualità e divertimento nella festa patronale”. Ha inoltre affermato che “Antonio Ravelo conosce a fondo la nostra festa patronale, che ha vissuto molto da vicino fin da bambino, essendo nato e cresciuto nella Vega de Río Palmas, ed è un motivo di orgoglio per tutti i residenti del comune che sia lui a dare l’annuncio dell’inizio di queste feste”.
All’evento erano presenti, inoltre, il consigliere alla Cultura, Rayco León, consiglieri di maggioranza e opposizione del Cabildo, sindaci e rappresentanti comunali, deputati parlamentari, oltre a residenti, autorità civili, militari ed ecclesiastiche.
Antonio Ravelo, originario della Vega de Río Palmas e legato fin da giovane alla musica, al folclore e alla vita culturale di Fuerteventura, ha presentato il suo pregón come un omaggio alla gente di questo paese e a coloro che, di generazione in generazione, ne hanno mantenuto vive le tradizioni. Un percorso tra ricordi personali e collettivi che ha permesso al numeroso pubblico presente in piazza di conoscere più da vicino la storia della Vega de Río Palmas attraverso le esperienze dei suoi abitanti. Un pregón in cui è emerso in modo particolarmente evidente il legame di Ravelo con il proprio paese, la vicinanza alla sua gente e la profonda conoscenza di una storia che fa parte della sua stessa vita.
È stato, in definitiva, un omaggio alla stessa Vega de Río Palmas, protagonista delle Feste di La Peña, ma anche alla storia e al presente di Fuerteventura, attraverso le persone, le usanze e le tradizioni che hanno contribuito a costruire l’identità dell’isola.
Recuperare i mestieri e la memoria della Vega
Uno dei filoni principali del pregón è stato il ricordo degli antichi mestieri legati all’agricoltura, all’allevamento e allo sfruttamento delle risorse della valle. Ravelo ha ripercorso l’importanza dei pozzi e delle noria, la costruzione dei mulini, la falegnameria tradizionale, l’arte del cesto in pírgano e canna o il ricamo a giorno, dando nome e volto a persone che hanno dedicato la propria vita a mantenere, custodire e tramandare questi saperi. Nomi come Antonio Hernández, Simón Perera, Antonio e Anselmo Ravelo ‘Tirino’, Agustín Umpiérrez, Josefa ‘Fefita’ Navarro, Peña Umpiérrez, Socorro Robayna… sono emersi lungo questo percorso, insieme a molti altri nomi e altrettante storie che fanno parte della memoria della Vega e di Fuerteventura.
Il percorso tra i mestieri ha lasciato spazio alla musica e alle tradizioni festive della Vega, in una carrellata sulle diverse forme in cui la musica ha accompagnato la vita del paese nel corso degli anni, dai balli di taifas, alle parrande e alla musica popolare, fino alle verbene che hanno riunito intere generazioni. Una parte particolarmente legata all’esperienza personale del pregonero come musicista e a tanti compagni di strada con cui ha condiviso palchi e momenti. Tutto questo ha trovato riscontro sul palco, con grandi musicisti che hanno interpretato folías e altri brani della nostra musica tradizionale, accompagnati dal ballo, ricreando quelle notti di festa che fanno parte della memoria collettiva di Fuerteventura. Non sono mancate le rancheras, come quelle che un tempo aprivano le verbene, capaci di far ballare il pubblico in piazza.
Tra i momenti più partecipati della serata c’è stato il tributo a ‘Los Amigos del Jueves’, gruppo di vicini e amici nato attorno alla Rondalla Virgen de la Peña che, per anni, ha mantenuto viva una delle tradizioni più singolari di queste feste. I suoi componenti sono saliti sul palco insieme al pregonero per condividere la parte finale dell’evento tra musica e ballo. E quando il pregón sembrava ormai giunto alla fine, una charanga ha fatto irruzione a sorpresa in piazza per dare il tocco più festoso alla serata, coinvolgendo il pubblico nella celebrazione e segnando così l’inizio delle Feste di La Peña 2026.











